Sonetti romaneschi II/Er quinto commannamento de Ddio

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Er quinto commannamento de Ddio

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Er penitente Le tre ccorone der Papa


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ER QUINTO COMMANNAMENTO DE DDIO


 
     Quinto nun ammazzà: ccusí ttiè scritto
Su la guainella1 oggni uffisciar2 der Papa,
Che, ssi li manni3 in dodisci ar confritto,
In dodisci nun tajjeno una rapa.
              
     Pe vvia4 che ammazzà er prossimo è ddelitto,
E in cammio5 è ggrolia6 de sarvà la capa, 7
Er Vicario de Ddio, ch’è un omo dritto, 8
Mette in guardia a le pecore una crapa. 9
              
     Oggnun de st’uffisciali, duro duro,
Co cquelli bbaffi de gatto-mammone,
Pare dí: er monno nun è ppiú ssicuro.
              
     Ma ss’hanno sto tantin de protenzione, 10
Come er protenne e ddà la testa ar muro
Nun ze nega a ggnisuno,11 hanno raggione.

no match[modifica]

Roma, 29 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Spada, per la sua similarità alle carrubbe, chiamate in Roma guainelle, sembrando infatti guaine.
  2. Ufficial.
  3. Mandi.
  4. Conciossiaché.
  5. Cambio.
  6. Gloria.
  7. Capo, imitazione dal napolitano.
  8. Accorto.
  9. Capra, nome dato a uomini dappoco.
  10. Pretensione.
  11. Modo proverbiale.