Sonetti romaneschi II/Er ricordo II

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Er ricordo

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Li segreti La Cchiesa dell'Angeli


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     T’aricordi quer prete cajellone 1
c’annava pe le case a ffà le scôle,
cor una buttasù2 dde bborgonzone
e cquà ssur canterano3 du’ bbrasciole? 4
              5
     che sse vedeva co le su’ stajole 5
a ’gni morto che ddassi er moccolone?
che annava a ppranzo all’Osteria der Zole,
e nnun spenneva mai mezzo testone? 6
              
     Bbè’, l’anno trovo jjeri a cquer rampino
10che jj’arreggeva
=== no match ===
er Cristo accap’alletto,
impiccato pe un laccio ar collarino.
              
     E vva’ cche smania aveva a sto ggiuchetto,
ch’er giorn’avanti, pe rricordo, inzino
ce s’era fatto er nodo ar fazzoletto.


20 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Messo trascuratamente, malfatto, antico.
  2. Abito largo, da indossare su per comodo.
  3. Petto.
  4. Bragiuole. Qui stanno per quelle facciuole che pendono dal collare ai preti francesi. E così chiamasi pure le simili di lino che veggonsi in petto ai confratelli di Sodalizi, ecc.
  5. Gambe lunghe e sottili, come staggi da reti.
  6. Il testone è moneta di 3 paoli.