Sonetti romaneschi II/Er trionfo de la riliggione

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Uno mejjo dell'antro La predica


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ER TRIONFO DE LA RILIGGIONE


 
     Cuer giorno che vvoleveno sti Cani 2
Levà ar Zommo Pontescife lo scetro,
Lui pe mmette coraggio a li Romani
Fesce un giretto attorno de Sampietro.
              
     Che vvôi vede sartà li bborghisciani 3
Sur cel der carrozzone, e avanti, e ddietro!,
E ppe rreliquia da bboni cristiani
Staccajje ggiú ll’ottoni come vvetro!
              
     Er Maggiordomo fesce4 a Ppidocchietto 5
Che ddiede un bascio ar Papa: “Eh galantomo,
Cuer culo a lo sportello è un po’ ttroppetto„.
              
     E Ppidocchio, co ttutto6 er pavonazzo,
Disse in cuer tuppetuppe ar Maggiordomo:
“Zitto llí vvoi che nun capite un cazzo„.

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27 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Storia del giorno… febbraio 1831.
  2. I liberali, o rivoltosi come si chiamano.
  3. Abitanti di Borgo, presso il Vaticano.
  4. Fece, cioè: “disse„.
  5. Distinto borghigiano.
  6. Non ostante l’abito, ecc.