Sonetti romaneschi II/Er ventre de vacca

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La testa de ferro La pelle de li cojjoni


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ER VENTRE DE VACCA


 
     ’Na setta de garganti2 che rrameggia 3
E vvò ttutto pe fforza e cco li stilli:
Un Papa maganzese4 che stangheggia, 5
Promettènnosce6 tordi e cce dà ggrilli.
              
     ’N’armata de todeschi che ttraccheggia
E cce vò un occhio a ccarzalli e vvestilli: 7
Un diluvio de frati che scorreggia
E intontissce8 er Ziggnore co li strilli.
              
     Preti cocciuti ppiú dde tartaruche:
Edittoni da facce9 un focaraccio:
Spropositi ppiù ggrossi che ffiluche:
              
     Li cuadrini serrati a ccatenaccio:
Furti, castell’in aria e ffanfaluche:
Eccheve10 a Rroma una commedia a bbraccio. 11


Roma, 13 gennaio 1833


Note

  1. Essere in un ventre di vacca: trovarsi in lieta e comoda vita.
  2. Bravi.
  3. Delira.
  4. Di mala fede: dai noti di Maganza.
  5. Stangheggiare: andar sottile nel mantener grosse promesse.
  6. Promettendoci.
  7. Calzarli e vestirli.
  8. Instupidisce.
  9. Farci.
  10. Eccovi.
  11. Improvvisata.