Sonetti romaneschi II/Er zanatoto ossii er giubbileo

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Er zanatoto ossii er giubbileo

../Una disgrazzia II ../Er giubbileo I IncludiIntestazione 3 maggio 2010 25% Sonetti

Una disgrazzia II Er giubbileo I


[p. 240 modifica]


ER ZANATOTO OSSII ER GIUBBILEO


 
     Mancosiamale che nnun zemo cani!
Già sta attaccato pe le sagristie
Un bell’editto pe abbassà li grani
E ppe ffà tterminà le caristie.
              
     Chi dduncue, incomincianno da domani
Inzin’ar giorno delle Befanie, 2
Pregherà ppe li prencipi cristiani,
Poi pe l’esartazzion de l’aresie
              
     E ppe l’estirpazzion de Santa Cchiesa:
Dànnose,3 co lliscenza,4 ar culiseo5
’na bbona snerbatura a la distesa;
              
     Abbasta che nnun zii turco né abbreo
Né de st’antra canajja che jje pesa; 6
=== no match ===

Er Papa j’arigala er giubbileo.


Roma, 13 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Santa-totum.
  2. Da Epifania si è fatto Befania, ovvero la festa delle befane, larve che vengono un paese lontano, e discendono giù pe’ camini a spaventare o regalare i fanciulli, secondo il merito. Que’ meschinelli digiunano la sera della vigilia di tanta festa, onde offerire colla loro cenetta un ristoro alla povera befana, che spende tante migliaia onde togliere i genitori la riconoscenza del beneficio.
  3. Dandosi.
  4. Modo di chiedere perdono allorché si nomini alcuna sconceria.
  5. Ano.
  6. Gente che jje pesa: frase significante “anime gravi di colpe„.