Sonetti romaneschi II/Er zussidio

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Li sparagni Er carrettiere de la legnara


[p. 203 modifica]


ER ZUSSIDIO


 
     Com’è ito a ffiní cquer momoriale
C’appresentai a la Bbonifiscenza?
È ffinito accusí, ch’er Cardinale
Prima vorze1 sentí la Presidenza: 2
              
     Eppoi, doppo tornato a Ssu’ Eminenza,
Lo mannò a Mmonziggnore tal’e cquale,
Scrivennosce accusí: “Pe sto Natale
Venti pavoli all’urtima dispenza„.
              
     Monziggnore lo diede ar Deputato
Co sto riscritto: “Signor Emme e Zzeta,
Sto sussidio che cqui vvienghi pagato„.
              
     Ma cquanno agnedi3 a pprenne la moneta,
Quer zor Emme me diede un colonnato,
E ll’antro je se perze tra le deta.


Roma, 3 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Volle.
  2. Presidenza di polizia del rione.
  3. Andai.