Sonetti romaneschi II/L'avaro ingroppato

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Le laggnanze Er presepio de li frati


[p. 291 modifica]


L'AVARO INGROPPATO


 
     Nu lo posso soffrillo, nu lo posso:
Me fa vviení li frauti2 da l’abbíla. 3
È ricco-maggna,4 e ttiè un landàvo5 addosso
Che dde li bbusci n’averà ssei mila!
              
     Lui, pe ffà er brodo, drento in de la pila
Sai che cce bbulle oggni matina? un osso.
Mette er vino in dell’acqua pe ttrafila, 6
E ppe ingannà la vista addopra er rosso.
              
     E ccià ddu’ viggne poi, du’ svojjature, 7
Che ggireno tre mmijja in tonno in tonno:
Tiè una bbella ostaria for de le mure:
              
     E mmó ha ccrompato da padron Rimonno
Cuer gran negozzio suo de le vitture
Pe Ttivoli, Subbiaco,8 e ttutto er monno.9

no match[modifica]

Roma, 27 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Dovizioso.
  2. Flati.
  3. Bile.
  4. Ricco magno.
  5. Abito: termine preso scherzevolmente da landau, landò, specie di vettura.
  6. Sottilmente.
  7. Due svogliature, due miseriole: ironia.
  8. Terra presso Tivoli, ov’è il celebre eremo di S. Benedetto.
  9. Specie d’iscrizione non infrequente in Roma.