Sonetti romaneschi II/L'entrate cressciute

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La scopa nova La mediscina sbajjata


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L'ENTRATE CRESSCIUTE.

1

 
     C’è a Rroma un omo, ch’io, si nnu' lo sai,
Nun te potrebbe confidà cchi ssia:
Sortanto te dirò cch’e ddotto assai,
E vviè ggiú dda la costa der Messia.
              
     Cuest’omo granne, trovannose in guai
Pe'vvia de cuella porca guittaria, 2
Ha inventato un rimedio, che ttu mmai
Nun l’hai sentito in cusscenzina mia. 3
              
     Lui scià4 un palazzo, che dda scirca a vventi
Secoli frabbicò5 ccert’archidetto
Che cce vorze6 alloggià lli disscennenti.
              
     Lui duncue, a sto palazzo che tt’ho ddetto,
Je fa adesso levà lli fonnamenti,
Pe'ffacce7</sul> un antro piano sopr’ar tetto.


Roma, 7 gennaio 1833

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1833 - Der medemo


Note


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  1. Miseria.
  2. Modo di assicurare con giuramento.
  3. Ci ha: ha.
  4. Fabbricò.
  5. Volle.
  6. Farci, cioè: “farne„.