Sonetti romaneschi II/L'orazzione a la Minerba

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Tutte a mmé! Er caffettiere fisolofo


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L'ORAZZIONE A LA MINERBA


 
     Vergine bbenedetta der Rosario 2
Voi che ccon zette spade3 immezzo ar core
V’incontrassivo4 a vvede5 er Redentore
A mmorí mmorto in crosce in zur carvario;
              
     Moveteve a ppietà dd’un zervitore
Che jj’amanca6 inzinenta7 er nescessario:
Fateje cressce8 un scudo de salario
Pe ppagà la piggione all’esattore.
              
     Voi lo sapete ch’io servo un prelato
Che mm’ha ppromesso in oggni ammalatia
De lassamme,9 si mmore,10 ggiubbilato.
              
     Duncue, o bbeata vergine Mmaria,
Benedite la vojja che ha mmostrato:
Riccojjetelo11 presto; e accusí ssia.


Roma, 21 gennaio 1833


Note

  1. Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, così detta dall’antico tempio edificato da Pompeo a quella Dea della Sapienza. Appartiene ai frati della Inquisizione. Quali successori alla Dea della Sapienza!
  2. Ivi si presta gran culto alla Vergine del Rosario.
  3. Confusione dell’Addolorata colla Madonna del Rosario.
  4. V’incontraste.
  5. Vedere.
  6. Gli manca.
  7. Sino.
  8. Fategli accrescere.
  9. Lasciarmi.
  10. Se muore.
  11. Raccoglietelo.