Sonetti romaneschi II/L'ordine de Cavallaria

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Er prestito de l'abbreo Roncilli Er giornajjere de Campovaccino


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L'ORDINE DE CAVALLARIA


 
     Er Papa, ch’er Zignore lo conzoli,
Doppo avé co ddu’ editti solamente
Fatto viení, ddeograzzia, un accidente
A sti ggiacubbinacci romaggnoli,
              
     Pe ddistingue de ppiú ggente da ggente
E ddivide accusí ccesci e ffascioli,
Ha mmannato una crosce1 a li fijjoli
Che in cuer frufrù2 nun hanno fatto ggnente. 3
              
     E st’antri cavajjeri c’ha inventati
Nun hanno d’annà mmai contro er Granturco 4
Pe avé la rimissione de peccati.
              
     Pe spiegà ppoi chi ssò, ll’ha bbattezzati
Fijji de San Grigòrio ’e ttamaturco
Protettor de li casi disperati.5


9 gennaio 1832 - Der medemo

Note

  1. Allude al nuovo ordine cavalleresco di S. Gregorio, instituito da Gregorio XVI per rimunerare chi gli è sembrato bene dopo la rivoluzione del 5 febbraio 1831.
  2. Confusione.
  3. Qui propriamente vuol dire non aver essi fatto né male né bene.
  4. Gran signore e grano turco.
  5. Un mandataio della Confraternita di S. Gregorio Taumaturgo grida sotto le finestre de’ benefattori: Devoti de san Gregòri’ ettamaturco protettor de li casi disperati, deo ghéerazzia. Qui si può alludere a disperazione politica.