Sonetti romaneschi II/La cresscita der zale e ddelle lettre

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Le carte in regola La porteria der Convento


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LA CRESSCITA DER ZALE E DDELLE LETTRE


 
     Cuarchiduno3 l’inzorfa.4 Ar primo editto 5
Er Zanto Padre fesce troppo er vappo 6
Pe sbiancasse7 accusí. Cquest’antro aggrappo 8
In un Papa saría troppo delitto.
              
     Nun bastava ch’er zale era in affitto, 9
Che mmó a lo sgarro10 sce s’accressce er tappo?!
Per dà a cquattro assassini un antro impappo 11
S’arifrigge la carne a cchi ggià è ffritto?!
              
     Che sserve che ttre ggiorni l’appartista
L’abbi ancora da dà ppe cquer che ccosta,
Si ll’orzarolo12 nun lo tiè ppiú in lista?
              
     Armanco,13 pe le lettre de la posta,
Li ricchi o pponno fanne14
=== no match ===
una provista,
O scrive sempre e nnun pijjà risposta.


Roma, 29 dicembre 1832 - Der medemo

Note

  1. Crescimento, aumento.
  2. Di ciò vedi la nota… del son…
  3. Qualcuno.
  4. Inzolfare: istigare.
  5. L’editto bandito da Gregorio XVI appena sceso al soglio fra le turbolenze politiche delle province settentrionali.
  6. Fare il vappo: iattare.
  7. Sbiancarsi: smentirsi.
  8. Da aggrappare.
  9. L’affitto de’ sali e tabacchi è stato dato ad una compagnia per un terzo meno del giusto.
  10. Oltre al senso qui più ovvio, sgarro significa ancora: “errore di condotta„.
  11. Mangiata.
  12. I così detti orzaiuoli, venditori di minuti, e spacciatori di sale, ne’ tre giorni di spazio fra la pubblicazione dell’editto e quello della sua sanzione, celarono tutto il sale che avevano, per poi venderlo al nuovo prezzo accresciuto.
  13. Almanco, almeno.
  14. Farne.