Sonetti romaneschi II/La poverella I

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La poverella

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Lo stizzato La poverella II


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LA POVERELLA I


 
     Benefattore mio, che la Madonna
L’accompaggni e lo scampi d’ogni male,
Dia quarche ccosa a una povera donna
Co ttre ffijji e ’r marito a lo spedale.
              
     Me lo dà? mme lo dà? ddica: eh rrisponna:
Ste crature sò iggnude tal’e cquale
Ch’er Bambino la notte de Natale:
Dormímo1 sott’un banco a la Ritonna. 2
              
     Anime sante! se movessi3 un cane
A ppietà! eh armeno4 sce se movi lei, 5
Me facci prenne6 un bocconcin de pane.
              
     Siggnore mio, ma ppropio me lo merito,
Sinnò7 davero, nu lo seccherei...
Dio lo conzóli e jje ne renni8 merito.


In vettura, dall’osteria

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del fosso alla Storta, Der medemo - 13 novembre 1832


Note

  1. Dormiamo.
  2. Qui parlasi di que’ banconi sui quali i pollaioli espongono le loro cose presso la Rotonda, cioè il Panteon.
  3. Si movesse.
  4. Almeno.
  5. Ci si muova.
  6. Mi faccia prendere.
  7. Se no: altrimenti.
  8. Le ne renda.