Sonetti romaneschi II/La predica

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La predica

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Er trionfo de la riliggione Li papalini


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LA PREDICA


 
     Sta domenic’ar giorno, io cqui co llei,
La sorella de lei e lla cratura
Me n’agnede ar Gesù, e mme godei
Tutta la spiegazzion de la Scrittura. 1
              
     Disse er predicatore a la sicura 2
C’avanti che nnascessino l’Abbrei
E mmannassino Cristo in zepportura,
C’era un paese tutto de’ Cardèi. 3
              
     Io però che ssò arquanto Mozzorecchio 4
Che ssaprebbe trovatte er per nell’ovo,
E infilatte una gujja in un vertecchio, 5
              
     Dico, e ddar dí accusí nun m’arimovo,
Quarmente li Cardei der monnovecchio
Se sò sparzi cqua e llà p’er monnonovo.


27 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Costume de’ gesuiti di spiegare la Sacra Scrittura nelle domeniche, dopo vespro.
  2. Senza esitare, con franchezza.
  3. La Caldea. Caldei diconsi a Roma gl’imbecilli.
  4. Cavillatore. Dicesi di certi legulei.
  5. L’anello con che si aggrava la parte inferiore del fuso.