Sonetti romaneschi II/La spia

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La vedova co ssette fijji Er grosso dell'incoronazzione


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LA SPIA


 
     Che arte fate mò, vvoi, sor Ghitano?
Fate er curier de corte,1 o la staffetta?
Fate er zoffione, er pifero, er trommetta,
L’amico, la minosa, o er paesano? 2
              
     Quanno stavio a abbità ttra Rruff’e Ffiano
Ve volevio bbuttà ggiú da ripetta;3
E mmó pportate ar petto la spilletta
Du’ lumache4 a la panza, e ’r pomo immano. 5
              
     Che cc’è a ppiazza Madama6 ch’è da maggio
C’ogni ggiorno l’avete pe ccustume
D’annacce a ffà ttra er lusco e ’r brusco7 un viaggio?
              
     Nun arzarmo però ttutto sto fume,
Per via ch’er vicoletto der vantaggio, 8
Sor Cavajjere mio, rïesce
=== no match ===
a ffiume.


7 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Corte, per “birraglia„.
  2. Otto sinonimi di spia.
  3. Gettare a fiume.
  4. Oriuoli da tasca.
  5. Con in mano il bastone guarnito di pomo d’argento.
  6. V’è il palazzo della Polizia.
  7. Sull’imbrunir del giorno.
  8. Una delle vie di Roma, che dal Corso, traversando Ripetta, fa capo al Tevere.