Sonetti romaneschi II/La strada cuperta

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È 'gnisempre un pangrattato Li Cardinali novi


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LA STRADA CUPERTA


 
     Chi vvò vvienì da le Cuattro-Funtane
Sempre ar cuperto ggiú a Ffuntan-de-Trevi,
Entri er porton der Papa, c’arimane
Incontr’a Ssan Carlino: poi se bbevi
              
     Tutto er coritorone de sti grevi
De papalini fijji de puttane:
Ggiri er cortile: poi sscegni a li Bbrevi 1
Sin dove prima se fasceva er pane.
              
     Com’è arrivato a la Panettaria, 2
Trapassi l’arco, eppoi ricali abbasso
E scappi dar porton de Dataria. 3
              
     E accusí er viaggio finirà a l’arbergo
De li somari che stanno a l’ingrasso
Magnanno carta zifferata4
=== no match ===
in gergo.


Roma, 28 novembre 1832


Note

  1. Palazzo della Segreteria de’ Brevi pontifici.
  2. Panetteria, nome di un luogo del palazzo pontificio del Quirinale.
  3. Palazzo della Dateria, che poteva altre volte chiamarsi la miniera papale. Tutte le fabbriche sin qui nominate formano un sol corpo, vastissimo, e unite da interne comunicazioni.
  4. Cifrata. Sono gli spedizionieri delle sante Bolle della Chiesa.