Sonetti romaneschi II/La strega

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Li coggnomi Er call'e 'r freddo


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LA STREGA


 
     Sta vecchiaccia cqua in faccia è er mi’ spavento:
Nun fa antro1 che incanti e inciarmature, 2
Fattucchierie, stregonerie, fatture,
Sortileggi e mmaggie, oggni momento.
              
     Smove li fattijjoli3 a le crature,
E oggni notte, sopr’acqua e ssopr’a vvento,4
Er demonio la porta a Bbenevento
Sotto la Nosce de le gran pavure.
              
     Llí cco’ le streghe straformate5 in mostri
Bballa er fannango,6 e jje fanno l’orchestra
Li diavoli vestiti da Cajjostri. 7
              
     Tutte le sere, ïo e lla Maestra,
Ar meno pe’ ssarvà lli fijji nostri,
Je mettémo la scopa a la finestra. 8

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Roma, 3 febbraio 1833


Note

  1. Altro.
  2. Questa voce ha lo stesso significato che le sue vicine.
  3. Fantiglioli (infantiglioli): convulsioni dei bambini.
  4. Formula di scongiuro delle streghe al diavolo: “Sopr’acqua e sopra vento, portami alla Noce di Benevento„.
  5. Transformate.
  6. Fandango.
  7. È famoso Giuseppe Balsamo, detto il Cagliostro, impostore, e creduto stregone.
  8. La scopa alla finestra è un potente disincanto di malie.