Sonetti romaneschi II/La testa de ferro

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Meditazzione Er ventre de vacca


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LA TESTA DE FERRO


 
     Doppo che ppuro st’anno ggentirmente
Er Zanto Padre e ’r Cardinal Vicario
Ciaveveno2 accordato un po’ de svario 3
Pe ttienecce4 du’ ggiorni alegramente
              
     C’è una commedia5 che nun za de ggnente,
Che ssaría mejjo a rrescità er rosario.
Tutto pe cquella piggna6 d’impressario, 7
Che nnun vò spenne8 pe ppagà la ggente.
              
     È una testa-de-ferro! e cche mme preme?
Io, cuanno er fin de’ conti è uno strapazzo,
Metto le cause tutte cuante inzieme.
              
     Scropí er culo pell’antri9 è dda regazzo:
Se guarda er frutto e nnun ze guarda er zeme.
Testa de ferro! di’ ttesta de cazzo!


Roma, 12 gennaio 1833

Note

  1. Persona comparente per altro soggetto occulto.
  2. Ci avevano.
  3. Divertimento.
  4. Tenerci.
  5. Per commedia intendi tutto ciò che si rappresenti in iscena.
  6. Avaro.
  7. Impresario.
  8. Spendere.
  9. Scoprire, ecc., vale: “esporsi„.