Sonetti romaneschi II/Le Cchiese de Roma

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Li teatri de Roma L'astrazzione farza


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LE CCHIESE DE ROMA


 
     Quer prete a la Madon de la Pusterla 1
Secco secco, arto arto, bbrutto bbrutto,
Che sse maggnò de sabbito2 una merla
Cotta co li lardelli e cco lo strutto:
              
     Sto quequero3 de prete, che ssa ttutto,
Disce che Ssan Lorenzo panepperla 4
In todesco vò ddí pan’e ppresciuto:
Ma sta volata je se pò ccredérla? 5
              
     Nun ze nega però ch’in quant’a cchiese
A Roma uno ppiú bbazzica6 e ppiú ttrotta
E ppiú bbuffe ne trova a sto paese.
              
     C’è Ssan Spirito in Zassi a la longara, 7
Metti San Biascio poi de la paggnotta,
Poi la Minerba8 e ppoi la Pulinara. 9
              15
     Senti quest’antra e impara:
Santa Maria in Cacàbberi! 10 e ssi ccerchi
Trovi er Zudario 11 e la Madon de Scerchi. 12
              
     Levamo li cuperchi
A st’antre dua: San Neo e Ttacchineo, 13
20e la Madonna de Campocarlèo. 14
              
     Lí a San Bartolomeo
C’è in faccia San Giuvanni Gabbolita, 15
E c’è a piazza de Sciarra er Caravita. 16

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     Ma cquà nun è ffinita:
25ce sò li Stimiti, 17 e ppoi dua ppiú bbrutte,
Sastèfino der Cacco 18 e Sammautte. 19
              
     E nu l’ho ddette tutte.
C’è er San Tomasso accenci 20 e l’Imperíone, 21
San Lorenzo immiranna 22 e ’r Confalone. 23
              30
     Poi viè ll’antra porzione
De San Giorgio in Vel’apro, 24 e in certi vicoli
La cchiesa de Sastèfino in pescicoli. 25
              
     Vôi ppiú nnomi ridicoli
De Subburra, 26 Rescèli 27 e Strapuntina? 28
35Se pò ppassà 29 Santa Maria Carina? 30
              
     Manco a scappà in cantina
Da li tre Ssan Giuvanni uno se sarva
Dell’Aino, de la Piggna e de la Marva. 31
              
     Farai la coccia carva, 32
40e ssempre n’averai de le ppiú bbelle.
Ortr’a Ssan Zarvator de le Cupelle 33
              
     Ce ne sò c’a volelle
Dì ttutte sce voría de stenne un fojjo
Cquà da Scossciacavalli 34 a Ccampidojjo.
              45
     E pe cquesto nun vojjo
Protenne tanto che nun vadi ar lecco
Cuer prete amico mio, bbrutto, arto e ssecco.


15 gennaio 1832 - De Pepp’er tosto


Note

  1. S. Maria in Posterula.
  2. Sabato.
  3. Di spiacevole e antiquato aspetto.
  4. Panis-perna (lat.).
  5. Tratto di romanesca pretensione in bel parlare.
  6. Bazzicà: andar praticando.
  7. S. Spirito in Sassia, presso la Via della Lungara.
  8. S. Maria sopra Minerva.
  9. S. Apollinare.
  10. S. Maria in Cacaberis.
  11. Il Sudario presso la Curia di Pompeo.
  12. S. Maria in Cerchi, al circo Massimo.
  13. SS. Nereo e Achilleo.
  14. S. Maria in Campo Carleo: presso il Foro Traiano.
  15. S. Giovanni Calibita, detto S. Giovanni di Dio, fondatore dello spedale dei così chiamati Fate-bene-fratelli, nome corrotto in Roma in Bonfratelli. È sull’isola Tiberina.
  16. Oratorio fondato dal padre Caravita, famiglia di Terni, chiamata oggi Garavita.
  17. Le Stimmate di S. Francesco.
  18. S. Stefano sopra Cacco.
  19. S. Macuto.
  20. Chiesa contigua e attinente al palazzo della famosa Beatrice Cenci, fondata, dicesi, dal crudele Francesco padre di questa, onde seppellirvi tutti i suoi figliuoli.
  21. S. Tommaso in Parione: presso il Foro Agonale.
  22. S. Lorenzo in Miranda.
  23. Confraternita del Gonfalone.
  24. S. Giorgio, sul luogo dell’antico Velabro di Romolo e Remo.
  25. S. Stefano in Piscinula.
  26. S. Agata alla Suburra, contrada che prende il nome dall’antica famiglia (estinta) di Suburra, di cui un Pandolfo fu senatore di Roma sul principio del sec. XIII; benché se Suburra significhi Suburbium, il luogo può aver dato il nome alla famiglia che vi abitava.
  27. S. Maria in Aracoeli, dov’era il tempio di Giove Capitolino.
  28. S. Maria in Traspontina, cioè di là dal ponte (S. Angelo, già Elio).
  29. Ammettere, scusare.
  30. S. Maria in Carinis.
  31. S. Giovanni in Aino. S. Giovanni della Pigna. S. Giovanni della Malva (oggi demolita).
  32. Testa calva: invecchierai.
  33. S. Salvatore delle Coppelle.
  34. S. Giacomo Scossacavalli, presso il Vaticano.