Sonetti romaneschi II/Le du' porte

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Er Canonico novo Li mozzorecchi


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LE DU’ PORTE.


 
     Er Piovano, dimenica, ha spiegato
Drento a la spiegazzione der Vangelo,
Che ddu’ porte pell’Omo disgrazziato
Sò ssempre uperte: una in Chiesa, una in Cielo.
              
     Pe st’urtima lo dichi chi cc’è entrato:
In quanto all’antra je lo fa ddí er zelo.
Ma cchi nnell’ovo sa ttrovacce er pelo 1
Pò aribbatte2 le prediche ar Curato.
              
     Nun pijjamo le cose a la parola:
Tutte le cose ar Monno hanno du’ facce;
Ma ste du’ porte hanno una faccia sola.
              
     Tu vva’ a le cchiese de Palazzo: vacce:
E, ssi nun entri pe la gattarola,
Vatte a ttrova la porta per entracce.3

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Roma, 1° dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. “Trovare il pelo nell’uovo„: proverbio, indicante sottigliezza, o scrupolosità di osservazione.
  2. Confutare.
  3. È necessario avere un biglietto d’ingresso alle cappelle papali.