Sonetti romaneschi II/Le ggiubbilazzione

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Caccia er cappello a ttutti Le funzione eccresiastiche


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LE GGIUBBILAZZIONE


 
     Cosa só li prelati eh, cavarcante?
Cosa sò li padroni eh? ll’hai sentito
Che ttestament’ha ffatto cuer gargante, 2
Cuer zomaraccio carzat’e vvestito?
              
     Paga in vita ar marito de Violante,
E a mmé cche ssò ppiú anziano der marito,
E jj’ho ffatto da bboja e dd’ajjutante, 3
Nun me lassa nemmanco er bonzervito! 4
              
     A Rromaccia bbisoggna èsse cornuto,
Bbisoggna avé ppe mmojje le miggnotte,
Pe vvédese provisto e bbenvorzuto. 5
              
     Bbasta, lui ’ntanto s’è ito a ffà fotte, 6
E io sò vvivo. Cor divin agliuto, 7
Cuarche ccosa farò: ffeliscia notte.8

no match[modifica]

Roma, 31 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Pensioni vitalizie.
  2. Traditore, ribaldo.
  3. L’ho servito in ogni ufficio.
  4. Il benservito è un attestato de’ buoni servizi di un servo, o una gratificazione concessa pe’ medesimi risguardi.
  5. Benvoluto.
  6. È morto.
  7. Aiuto.
  8. Felice notte: alla buon’ora.