Sonetti romaneschi II/Le nozze der cane de Gallileo

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Er presepio de la Resceli Le medeme I


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LE NOZZE DER CANE DE GALLILEO


 
     Ner più bbello der pasto de le nozze
Venne drento a li fiaschi a mmancà er vino;
E, ppeggio, era serrato er bettolino
Pe ppoté rrïempí le bbarilozze.
              
     Che ffesce er cantignere bbirbo fino!
Cormò d’acqua der pozzo tre ttinozze,
E dda sei serve affumicate e zzozze
La mannò in zala avanti ar padroncino,
              
     Acciò ppregassi Maria bbenedetta
A prennese l’impegno cor fijjolo
De falla diventà vvin de ripetta. 2
              
     “Bisogna er fijjo mio pijjallo a volo„,
Lei disse: “abbasta, si vvò ddamme retta,
Farò ffajjene3 armanco un quartarolo„.4

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13 gennaio 1832 - De Pepp’er tosto


Note

  1. Le nozze di Cana in Galilea.
  2. Scalo del Tevere, dove si vende vino ordinario de’ paesi posti lungo il fiume.
  3. Fargliene.
  4. La quarta parte di un barile.