Sonetti romaneschi II/Li bballi novi

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Er marito contento Er duello de Dàvide


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LI BBALLI NOVI


 
     Duncue sto sor Maestro Sgazzerallo 1
Er Romano lo pijja per un gonzo 2
Cuanno sce3 vò appettà ppe pprimo bballo
Er gioco der cerino e ddon Alonzo. 4
              
     Sarà ppropio un ber véde un pappagallo 5
De marcià a ppiede e a cavallo ar bigonzo!
Anzi, s’io fussi in lui, pe annà a cavallo
Je metterebbe

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la bbardella a un stronzo.
              
     E ppoi, pe cconciabbocca, Dio sagrasco, 6
Sc’è la bbalena7 in musica; e cc’è ppoi
La ggionta de tre ggobbi de ricasco. 8
              
     Ma ccazzo! un gobbo è un gobbo, e cquer che vvòi;
Ma indove trovi un gobbo de damasco, 9
Si ssò ttutti de carne com’e nnoi?!

no match[modifica]

Roma, 9 gennaio 1833 - Der medemo


Note

  1. Il coreografo Galzerani. Sgazzerallo, cioè sgazzerarlo, che è poco meno che buggerarlo.
  2. Sempliciotto.
  3. Ci: a noi.
  4. Fra i molti saporiti giuochi praticati in Roma anche nelle non infime società, è questo pel quale molti uomini e donne, pongonsi in circolo, e fanno girare dall’uno all’altro un pezzetto di cerino acceso, dicendo ad ogni consegna: Ben venga e ben vada il signor don Alonzo, che viaggia a piedi e a cavallo al bigonzo. Con molta fretta si cerca di proferire quei bei due versi, onde presto passare il consumato cerino al compagno, il quale non lo riceve che all’ultima parola. Colui che poi bruciandosi i diti lascia spegnere o cadere il cerino, dà un pegno per riavere il quale deve poi fare una penitenza, imposta per lo più dalla più gentile signora della società. Questo e molti altri chiamansi a Roma giuochi di pegno, o meglio giochi de pegni.
  5. Sciocco.
  6. Affievolimento della esclamazione per Diosagato!
  7. Vedi il sonetto…
  8. Ricasco: un di più di guadagno non isperato.
  9. I tre Gobbi di Damasco: titolo d’un balletto comico, molto insulso, dato dal lodato coreografo, nel carnevale 1833.