Sonetti romaneschi II/Li commedianti de cuell'anno

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L'anno de cuest'anno L'occhi sò ffatti pe gguardà


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LI COMMEDIANTI DE CUELL'ANNO


 
     Ciappizzo:1 Palaccorda2 è la ppiú bbella
De tutti li teatri che ssò uperti:
Tra ttanta frega3 de sturioni asperti 4
Nun fuss’antro la Ggiobba e Ccatinella! 5
              
     Ma un’antra compagnia come che cquella
C’un anno rescitaveno a Llibberti 6
Me ce ggiuco er zalario co l’incerti
C’a Rroma tanto nun ze pò ppiú avella.
              
     Grattapopolo,7 ch’era l’impresario,
Pe le parte d’aspettito,8 era l’asso, 9
E cciaveva der zuo sino er vestiario.
              
     E er zor Nicola Vedovo10 er tiranno?
Cuanno disceva Oh rrabbia, che ffracasso!

=== no match ===
Fasceva un strillo che ddurava un anno!


2 febbraio 1832 - De Pepp’er tosto


Note

  1. Ci convengo.
  2. Il teatro di Pallacorda, degl’infimi di Roma.
  3. Quantità.
  4. Istrioni esperti.
  5. La Job e Gattinelli: due primi attori.
  6. Teatro delle Dame, detto di Alibert: il più vasto di Roma, ma inornato e di cattiva forma.
  7. Raftopulo.
  8. D’aspetto.
  9. Cioè: “senza superiore„; metafora presa del giuoco della briscola.
  10. Vedova.