Sonetti romaneschi II/Li fichi dorci

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Li fichi dorci

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LI FICHI DORCI


 
     Che mmanna2 eh Nino? Iddio te bbenedichi:
Pròsite,3 porco mio: bbon prò tte facci. 4
Tièlli5 pe tté: nun zerve che li spacci:
Nun è rrobba da scèdese6 all’amichi.
              
     Senza sturbamme7 co li tu ficacci,
Trovo a ppiazza-Navona tanti fichi
Da fanne8 scorpacciate, com’e pprichi 9
Ch’empieno10 le valisce11 a li procacci.
              
     Lo stommico,12 a ppenzacce,13 me se guasta.
Grazzie: obbrigato: se li maggni lei:
14 ffichi de l’Ortaccio,15 e ttant’abbasta.
              
     Monghi, ciscíni, cardilatti e mmei 16
Me pareríano17
=== no match ===
a mmé tutt’una pasta
Co sti fichi ingrassati da l’ebbrei.


Roma, 5 febbraio 1833

Note

  1. Dolci.
  2. La manna ebraica.
  3. Prosit.
  4. Faccia.
  5. Tienli.
  6. Cedersi.
  7. Sturbarmi.
  8. Farne.
  9. Plichi.
  10. Empiono.
  11. Valigie.
  12. Stomaco.
  13. Pensarci.
  14. Sono.
  15. Il cemetero degli ebrei.
  16. Il significato di queste parole bisogna dimandarlo a chi s’intende di cose stercoratorie.
  17. Parrebbono.