Sonetti romaneschi II/Li frati d'un paese

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Er decoro A ppadron Giascinto


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LI FRATI D'UN PAESE


 
     Senti sto fatto. Un giorno de st’istate
Lavoravo ar Convento de Ggenzano,
E ssentivo de sopra ch’er guardiano
Tirava ggiú bbiastime a ccarrettate;
              
     Perché, essenno le ggente aridunate
Pe ccantà la novena a ssan Cazziano, 1
Cerca cquà, cchiama llà, cquer zagristano
Drento a le scelle2 nun trovava un frate.
              
     Era viscino a notte, e un pispillorio
Già sse sentiva in de la cchiesa piena,
Cuanno senti che ffa Ppadre Grigorio.
              
     Curze a intoccà la tevola3 de scena, 4
E appena che fu empito er rifettorio disse:
“Alò, ffrati porchi, a la novena„.


Terni, 8 novembre 1832 - Der medemo


Note

  1. S. Cassiano martire, 13 agosto.
  2. Celle.
  3. Tegola.
  4. Cena.