Sonetti romaneschi II/Li sbasciucchi

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
La porteria der Convento Caccia er cappello a ttutti


[p. 310 modifica]


LI SBASCIUCCHI


 
     Vedi: cuer Chiricozzo sciorcinato 2
Mó bbasciava la man’ar Zagrestano:
Cuesto la bbascia mo ar Zotto-curato;
E cquesto mó la va a bbascià ar Piovano.
              
     Cuesto la bbascia ar zu’ Padre Guardiano,
E cquesto ar Provinciale, c’ha bbasciato
La mano ar Generale, che la mano
Bbascia lui puro ar Vescovo e ar Prelato.
              
     E ’r Vescovo e ’r Prelato è ttal e cquale,
Ché, ppe bbascià la mano, cure addietro,
Com’un can da mascello, ar Cardinale.
              
     E a cchi la bbascia sto fijjol d’un mulo?
La bbascia ar Zanto-Padre su a Ssan Pietro.
E ’r Papa a cchi la bbascia? A Bbasciaculo.3

no match[modifica]

Roma, 30 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Sbaciucchi, sbaciucchiamenti, sbaciuccare, son tutti vocaboli indicanti “il molto e assiduo baciare„.
  2. Chierichetto tapino.
  3. Con questo nome si suole rispondere alle dimande troppo curiose e importune, ovvero a colui che ad arte si è fatto procedere a una dimanda, onde schernirlo con simile risposta: lo che si chiama “farlo cadere„. “Te sciò ffatto cascà; cce sei cascato„, ecc.