Sonetti romaneschi II/Li scortichini

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Le tre ccorone der Papa Le carte in regola


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LI SCORTICHINI


 
     Vojantri sete ggente c’a sto Monno
Ce sta in celi scelòrimi1 e ppiú ppeggio.
Nò, ar primo2 sò ccurriali de Colleggio: 3
Cuelli de Rota4 viengheno ar ziconno:
              
     L’Innoscenziani5 ar terzo; e cquesti ponno
Piú dell’antri fà stragge e sscenufreggio; 6
Sibbè7 cc’abbino tutti er privileggio
De sporverà8 la bborza de chi vvonno.
              
     Cqua, vvieniteme appresso ar tribbunale,
Crape9 che nun capite un accidente,
E gguardate che cc’è ssu ppe le scale. 10
              
     Li vedete cuer boia e cquer paziente?
Lo sapete chi ssò? Cquello è un curiale
Che scortica la pelle d’un criente.

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Roma, 29 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Stare in coeli coelorum dicesi degli astratti, trasecolati, ecc.
  2. Al primo elenco, ordine, grado.
  3. Ordine di curiali, instituito da… Sono in numero di…
  4. Simile, instituito da… Sono in numero indeterminato.
  5. Simile, instituito da Innocenzo XII. Sono in numero indeterminato.
  6. Sterminio.
  7. Benché.
  8. Spolverare, vuotare.
  9. Capra dicesi ad un uomo di niun valore.
  10. Per le scale della Curia Innocenziana di Monte-Citorio, vedesi un gruppo rappresentante Apollo in atto di scuoiare Marsia, posto ivi da…