Sonetti romaneschi II/Lo specchio

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Papa Leone Er Concrave


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LO SPECCHIO


 
     Rosa, nun fà la sscimmia1 a le compagne:
Bbada, nun te guardà ttanto a lo specchio:
Rosa, fijja, aricordete der zecchio 2
Che rride ne l’annà, nner viení ppiagne.
              
     Disce un libbro stampato in de le Spagne
Che in cuer vetraccio ciapparisce un vecchio,
Nero, co li capelli de capecchio, 3
E in fronte tanti4 de spazzacampagne. 5
              
     Segno6 che lo specchiasse è un gran peccato,
Ogni-cuarvorta7 sce se fa st’acquisto,
Ch’è dde vedécce er diavolo incarnato.
              
     Antro8 ch’er padreterno nun l’ha vvisto:
Lui solo in cuesto è ssempre affurtunato,
Che, specchiannose in zé, cce trova Cristo.


Roma, 25 novembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Non imitare, ecc.
  2. Secchia d’attingere l’acqua.
  3. Dicesi in Roma anche caperchio.
  4. Nel profferire questa parola, si deve colla mano destra sul braccio sinistro accennare una misura.
  5. Qui per “corna„.
  6. Cioè: “Questo è un indizio che„ ecc.
  7. Ogni qual volta.
  8. Cioè: “Non v’è altri che„ ecc.