Sonetti romaneschi II/Monzignor Tesoriere

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Er Logotenente Li du' ladri


[p. 97 modifica]


MONZIGNOR TESORIERE


 
     C’è stato a Rroma a ttempo der vertecchio 1
Un abbate fijjol d’un rigattiere, 2
Che ddoppo d’avé ffatto er mozzorecchio 3
Se trovò de risbarzo Tesoriere.
              
     E ssiccome era fijjo der mestiere,
Vedenno in cassa tant’oraccio vecchio,
Coll’ajjuto de costa der cassiere
Tutta l’aripulí ccom’uno specchio.
              
     Ma er Papa ch’era un omo duzzinale,
Pijjanno cuella cosa in mal umore,
Lo creò pe ggastigo Cardinale.
              
     E accusí se pò ddí de Monzignore
Cuello che ddimo4 noi de Fra Ccaviale:
La fesce sporca, e ddiventò ppriore.5

no match[modifica]

Terni, 6 novembre 1832 - Der medemo


Note

  1. A tempo antico: modo proverbiale. Il vertecchio è a Roma un anello di legno di forma sferoidale, che si aggiunge al basso del fuso per dargli peso, e valore al girare.
  2. Ricattiere: colui che compera cose vecchie, ed anche presta ad usura con pegno, in pubblico fondaco.
  3. Leguleio.
  4. Diciamo.
  5. Proverbio.