Sonetti romaneschi II/Omo avvisato è mezzo sarvato

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Su li gusti nun ce se sputa Er teatro Valle


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OMO AVVISATO È MEZZO SARVATO


 
     Sarti1 de pal’in frasca oggi, Carmelo:
Me risponni irre orre,2 e nun ce stai. 3
Tu la legge4 de ddio puro la sai:
Quinto nun ammazzà: cquesto è Vvangelo.
              
     Er lupo muta er pelo e ’r vizzio mai: 5
E pprotenni6 che llui mutassi er pelo?
Che cce faressi? Vôi dà un pugno in celo? 7
Chi ha pprudenza l’addopri, o cce sò gguai.
              
     Dar tett’in giú8 s’è fatto l’impossibbile
Pe pportallo a le cose der dovere:
Dar tett in zú9 Ddio sa cquer ch’è ffattibbile.
              
     Uno schiaffo, lo so, vò ’na stoccata: 10
Ma ppoi che nnova c’è? gguarda er barbiere:
Se sfogò, mma cche fesce? Una frittata.11

no match[modifica]

6 febbraio 1832 - Der medemo


Note

  1. Salti, ecc., cioè: non istai al proposito.
  2. Rispondi con incertezze, equivocamente.
  3. Cioè: in cervello.
  4. Colla e larga, come appunto legge da leggere.
  5. Proverbio.
  6. Pretendi.
  7. Modo proverbiale.
  8. Cioè: “umanamente parlando, secondo l’uomo„.
  9. Cioè: “giusta i mezzi superiori„.
  10. Comune sentenza del popolo.
  11. Far la frittata, vale: “rovinare un negozio„.