Sonetti romaneschi II/Una bbella divozzione

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La Sibbilla Er rosario in famijja


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UNA BBELLA DIVOZZIONE


 
     Si vvò un terno sicuro, Aghita mia,
Attacca a mmezza-notte er Crielleisonne,
Di’ in ginocchione poi ’na vemmaria
Una per omo1 a ttredisci madonne.
              
     Finito c’abbi er Noscumproleppia,
Di’: “Bbardassarre, Gaspero e Mmarchionne„:2
Poi va’ ffora de casa e ttira via,
E ssi ssenti chiamà nun arisponne.
              
     Va’ ddritto a Ssan Giuvanni Decollato, <ref>In questa chiesa sono associati i cadaveri de’ giustiziati da una fraternità specialmente a ciò addetta. Ivi concorrono in particolar modo le donne, onde ottener numeri di sicura sortita al lotto. Un’altra divozione al medesimo scopo è da esse praticata salendo co’ ginocchi (pure di notte) la lunghissima scalinata di S. Maria

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in Aracoeli, sul Campidoglio, e recitando ad ogni scaglione o una Requiem aeternam o un De profundis, secondo l’agio o il fervore della postulante.</ref>
Rescita un Deprofunnisi in disparte
All’anima dell’urtimo impiccato; 3
              
     E cquer che sentirai drento o a l’isterno
Cerchelo doppo in ner Libbro dell’Arte; 4
E bbuggiaratte si nnun vinchi er terno.


Roma, 7 dicembre 1832

Note

  1. Uno per omo vale: “uno per cadauno„, qualunque sia il genere di cui si parli.
  2. Grande è il concetto in che dal volgo sono tenuti i Re Magi della Epifania per la loro influenza sui misteriosi eventi.
  3. I giustiziati hanno una grande cognizione delle future sorti del lotto.
  4. Questo è il famoso libro de’ rapporti tra le cose e idee anche astratte ed i numeri del lotto, libro adornato da orride figuracce di arte o mestieri, corrispondenti ad altrettante cifre della serie giuocabile: libro finalmente che san leggere per miracolo anche gl’illetterati.