Sonetti romaneschi II/Una mano lava l'antra

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Li fratelli Mantelloni La mamma che la sa


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UNA MANO LAVA L'ANTRA


 
     L’omo, cuanno lo pijji a ppunto-preso, 2
Lui te diventa subbito un cojjone.
E cciài da mette che nun è dda mone 3
Che jje stava Luscía coll’arco teso.
              
     Ccusí è ssuccesso cuer ch’io m’ero creso: 4
Tanto j’è annat’attorno er farfallone,
Che un po’ un po’ che jj’ha ddato de gammone 5
Lei te l’ha ffatto cascà ggiù dde peso. 6
              
     Sí, sí, ccapisco ch’è per lei ’na pacchia 7
D’avé sposato un omo accusí rricco
Lei che nun cià dder zuo manco una tacchia. 8
              
     Ma una mojjetta che jje fa sto spicco,
Sta cicciona de ddio,9 sta bbella racchia 10
La poteva sperà cquer brutto micco?

no match[modifica]

Roma, 20 dicembre 1832


Note

  1. Compenso vicendevole: proverbio.
  2. Tòrre a sorpresa.
  3. Mo: ora.
  4. Creduto.
  5. Dar vantaggio, sopravvento: fomentare, e simili.
  6. Cader di peso, con tutto il precipizio dell’inerzia.
  7. Cosa comoda.
  8. Scheggia.
  9. Donna carnuta.
  10. Giovanetta leggiadra, e per lo più polputella.