Sonetti romaneschi II/Una sciarabbottana

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
La viaggiatora tramontana Lo sfasscio


[p. 318 modifica]


UNA SCIARABBOTTANA


 
     Sarebbe bbuffa che stanno2 ar finale
Der giubbileo3 de Pascua Bbefania, 4
Mó jje vienissi st’antra fernesia 5
De progorallo6 a ttutto er carnovale.
              
     Direbbe allora pe la parte mia
Ch’er Zanto-Padre nostro è ssenza sale,
E cch’er Romano lo conossce male
Levannoje sti ggiorni d’allegria.
              
     Adesso c’oggni cosa va a ccartoccio, 7
Sciamancherebbe8 puro9 un Papa sscemo
Che inibbissi quarc’ora de bbisboccio! 10
              
     Pe cquesto er Campidojjo11 lui medemo
Currerebbe a Ssampietro a ppregà er Boccio 12
De dacce la liscenza che rridemo.13

no match[modifica]

Roma, 6 gennaio 1833 - Der medemo


Note

  1. Cerbottana. Udire una cosa per cerbottana, vale: “udirla sussurrare fra il popolo„.
  2. Stando.
  3. Di questo giubileo vedi i Sonetti…
  4. Epifania. Vedi il Sonetto…
  5. Frenesia.
  6. Prorogarlo.
  7. A sghembo.
  8. Ci mancherebbe.
  9. Pure.
  10. Bagordo. Andare in bisboccio, ecc.
  11. Si può francamente asserire non essere ai rappresentanti del popolo romano restata quasi altra giurisdizione, che quella di dirigere e premiare i cavalli delle corse carnascialesche.
  12. Vecchio. Qui il Papa.
  13. Ridiamo.