Sonetti romaneschi II/Uprite la finestra

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La vista Er ringrazziamento cor botto


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UPRITE LA FINESTRA


 
     Nun pijjammete collera, Maria:
Abbi pascenza, io nun ce credo un’acca.
Sarà cquello che vvòi, commare mia,
Ma ppe ffàmmela bbeve è ttroppo fiacca.
              
     Cojjoni! e cquesto nun è mmal da bbiacca, 2
Ma ssarebbe una nova mmalatia.
Che un prete possi fà una pirchieria! 3
Si l’appiccichi ar muro nun z’attacca. 4
              
     Li preti che smaneggeno er Ziggnore,
Loro che lo commanneno a bbattecca,
Hanno d’avé ste futticchiezze5 in core!
              
     Ma cc’hai pijjato Roma pe la Mecca? 6
Li preti danno a ttutti
=== no match ===
e a ttutte l’ore.
Chiudeno l’occhi, e indove azzecca azzecca.


Roma, 22 dicembre 1832


Note

  1. Espressione usata allorché se ne ascoltano di troppo marchiane, quasi per dare loro un esito e farle evaporare.
  2. Non è mal da poco.
  3. Pirchieria, pirchio: sordidezza, sordido.
  4. Non prende credenza.
  5. Piccolezze.
  6. Vengo io dalla Mecca? Sono io uno strano, stolto, ecc.?