Sonetti romaneschi III/Le lemosine p'er terremoto

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Le lemosine p'er terremoto

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Er Confessore mio La carità ccristiana I

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LE LEMOSINE P'ER TERREMOTO


 
     Terminata la quèstuva,2 e indivisi 3
Tutti quanti li fonni aridunati,
Sei mijjara de bbravi colonnati
Furno spidite ar Vescovo d’Assisi. 4
              
     Figurateve lui! Visti e ccontati,
Je pàrzeno5 sei mila paradisi:
Eppuro,6 a ddílla in termini priscisi 7
Li danni nun zò ancora arimediati.
              
     Ma annatesce8 a pparlà! “Ssori cojjoni„,
V’arisponne, “l’ho spesi mejjo assai
Ner fà una compaggnia de Scenturioni„. 9
              
     Bbasta, o sii vero o ’na bbuscía10 ggiocosa,
Er terremoto come ll’antri guai
Pe li vescovi è bbono a cquarche ccosa.11


6 giugno 1834


Note

  1. Il terremoto che nel... afflisse Fuligno e buona parte dell’Umbria.
  2. In Roma fu fatta una questuazione per soccorrere ai danni di quel flagello.
  3. Divisi.
  4. Monsignor Zelli, viterbese.
  5. Gli parvero.
  6. Eppure.
  7. Precisi.
  8. Andateci.
  9. I Centurioni sono una specie di Santa Hermandad, armata specialmente dai vescovi dello Stato, per rinnovare al bisogno una Saint-Barthélemy contro i liberali, dichiarati felloni ed eretici.
  10. Bugia.

  11. === no match ===
    A ragione dicono i Francesi: A quelque chose malheur est bon.