Sonetti romaneschi IV/Er geloso com'una furia

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La dipennenza der Papa La bbocca der Cardinale novo

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ER GELOSO COM'UNA FURIA


 
     Sò ggeloso sicuro, dio sagrato!
E nun ho da patí de ggelosia,
Quanno che ppe la Vergine Mmaria
M’aricordo le suste1 che mm’hai dato?
              
     E de chi ssò ggeloso? De Mattia,
Der guercio, de tu’ zio, de tu’ cuggnato,
De l’ebbreo, de lo sbirro, der curato,
Der can’e ’r gatto, e inzin dell’ombra mia.
              
     Voantre2 streghe, o de riffe o de raffe, 3
Tutti li maschi li volete arreto, 4
E ttienete li piedi in cento staffe.
              
     O ggiuvenotti, o bbocci,5 o bbelli, o bbrutti,
Bbasta èsse donna per avé er zegreto
De falli bbeve6 e ccojjonalli tutti.


27 aprile 1835


Note

  1. Strette.
  2. Voi altre.
  3. Questa frase suona come chi dicesse: aut per fas, aut per nefas.
  4. Dietro.
  5. Vecchi.
  6. Di farli bere: in senso di “darla ad intendere„, ecc.