Sonetti romaneschi V/«Come va, Geremia?» «Sempre l'istesso»

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«Come va, Geremia?» «Sempre l'istesso»

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     «Come va, Geremia?» «Sempre l’istesso».
«Ma inzomma che ccos’hai? cosa te senti?»
«Cos’ho? Er dolor de stommico: e accidenti
si nun vorrebbe cascà mmorto adesso».
              5
     «Eppoi nun z’ha da dí cquanto sei fesso
È da un mese mommó che tte lamenti
e invesce de pijjà medicamenti
t’ubbriachi oggni giorno un po’ piú spesso».
              
     «Gnente: er vino dà fforza. Der restante,
10nun zarò ppoi né er primo né er ziconno
c’abbi l’ammalatie: ce ne sò ttante!».
              
     «Sí, mma se ponno arimedià, sse ponno.
Tu ddàmme retta: un bon rammaricante,
e vvederai si tt’arimetti ar monno».

no match

29 gennaio 1845