Sonetti romaneschi V/Ar zor Lesandro Tavani

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Li padroni bbisbètichi Ar zor professor Pavolo Baròni

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AR ZOR LESANDRO TAVANI


 
     Servo de Vusustrissimo. Io sò1 cquello,
Che pprima de le feste ebbe l’onore
D’incontrallo davanti ar friggitore
Senza manco cacciammeje2 er cappello.
              
     Che aveva da sapenne3 un scarpinello 4
De st’antra premissione5 der Ziggnore
Che llei ortre6 de medico e ddottore,
Fussi puro7 tenente e ccolonnello. 8
              
     Che ne sapevo io povera cratura 9
Ch’er Papa manna10 mó ccontr’er nimmico
’n esercito de medichi in muntura?
              
     S’io n’avevo un barlume da lontano
(je lo dico cor core, je lo dico),
Je vienivo a bbascià ppuro la mano.


30 dicembre 1836


Note

  1. Sono.
  2. Senza neppure cavarmele.
  3. Saperne.
  4. Ciabattino.
  5. Di quest’altra permissione.
  6. Oltre.
  7. Pure.
  8. Nominato tenente-colonnello, congiuntamente all’ufficio di Ispettore sanitario delle truppe pontificie. Vedi qui appresso il son. intit.: Ar zor prof. Pavolo Baròni.
  9. Creatura.
  10. Manda.