Sonetti romaneschi V/Chi fa, ariscéve II

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Chi fa, ariscéve I Er ritorno da Castergandorfo

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CHI FA, ARISCÉVE


 
     Saulle dunque, in nome der Ziggnore,
scannò inzino le crape2 e le vitelle;
ma, o ffussi3 pe avarizzia o ppe bbon core,
prese er re Agaggo e jje sarvò la pelle. <ref>«Et apprehendit Agag regem Amalec vivum,... et pepercit Saul et

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populus Agag». (Reg., I, cap. XV). </ref>
              5
     E ecchete4 er profeta Samuelle
che lo chiama idolatro e ttraditore, 5
e jj’intima ch’er reggno d’Isdraelle
passerà a un zu’ viscino ppiú mmijjore. 6
              
     Poi disce: «Indov’è er Re, cche ttu ssarvassi?». 7
10E ’r poverello je se fesce avanti,
tremanno peggio de li porchi grassi. 8
              
     Allora Samuelle, a ddenti stretti,
je disse: «Mori»; e in faccia a ttutti quanti
arzò9 un marraccio10 e lo tajjò pezzetti.11


29 ottobre 1836


Note

  1. Riceve.
  2. Capre.
  3. Fosse.
  4. Ed eccoti.
  5. «Quasi peccatum ariolandi est repugnare, et quasi scelus idolatriae nolle acquiescere». (Reg., I, cap. XV).
  6. «Scidit Dominus regnum Israel a te hodie, et tradidit illud proximo tuo meliori te». (Ibid.).
  7. Dov è il re che tu salvasti? «Adducite ad me Agag regem Amalec». (Ibid.).
  8. «Et oblatus est ei Agag pinguissimus et tremens». (Ibid.).
  9. Alzò.
  10. Coltellaccio un po’ simile ad una scure.
  11. «Et in frusta concidit eum Samuel. (Ibid.).