Sonetti romaneschi V/El cappellaro

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La pavura Er padrone bbon'anima

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EL CAPPELLARO


 
     “È in ordine, sí o nò, questo cappello?„
“Quale?„ “Il cappello bianco„. “Ah, ssissiggnora. 1
Checco,2 venite cqua: ccacciate fora
Quel tutto-lepre. Nò cquesto... nò cquello...„.
              
     “Orsú, non dite piú bugie, fratello...„.
“Via, dunque, el zu’ cappello se lavora„.
“Vediamolo„. “L’ha in mano l’orlatora„.
“Mandateci„. “Eh, el regazzo sta al fornello...„.
              
     “Ho capito„. “Ma llei sii perzuasa,
Sor cavajjere, ch’el cappello è ppronto,
E ddomatina je lo manno a ccasa„.
              
     “Lo stesso mi diceste l’altra festa„.
“Lei nun ce penzi ppiú: llei facci conto
Com’el cappello ggià ll’avessi3 in testa„.


4 marzo 1837


Note

  1. Sì signore. Il popolo l’usa sempre in femminino.
  2. Francesco.
  3. L’avesse.