Sonetti romaneschi V/Er male compenzato dar bene

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La vedova der zervitore Er merito

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ER MALE COMPENZATO DAR BENE


 
     Eppoi nun ho da dí cquanto sei fessa! 1
Tu ffídete2 de mé, cche de raggione
Sopr’a la nostra santa riliggione
Ne saperà ppiú un prete c’un’ostessa.
              
     E ddon Narciso jerassera stessa
M’ha ddetto in cammerino der Farcone 3
Che cqualunque peccato ha rrimissione
Pe li meriti soli d’una messa.
              
     Pe una messa se smove4 er paradiso;
E un angelo pò mmette5 mille diavoli
Com’e rrigajje6 in un timbàl de riso.
              
     Dunque coraggio; eppoi co ppochi pavoli
Famo7 cantà una messa a ddon Narciso,
E ssarvàmo8 la capra co li cavoli.


3 aprile 1836


Note

  1. Testarda.
  2. Fidati.
  3. L’osteria del Falcone.
  4. Si muove, si commuove.
  5. Può mettere.
  6. Regaglia: viscere di polli in guazzetto.
  7. Facciamo.
  8. Salviamo.