Sonetti romaneschi V/Er passo de la ggiustizzia

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L'entrat'e usscita der purgatorio Er discorzo chiaro-chiaro

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ER PASSO DE LA GGIUSTIZZIA


 
     “E cche nnova? uno solo è er marfattore!
Ma nnun ereno dua, mastro Ggiujano?„
“L’antro, perch’è un abbreo fatto cristiano,
L’ha vvorzuto2 aggrazzià Nnostro Siggnore„.
              
     “E cc’ha ffatto, se sa, cquesto che mmore?„
“Gnente de meno che sgrassò un villano„. 3
“E er giudío libberato dar Zovrano?„
“Ha scannato la mojje co un rasore„. 4
              
     “Sarà stata ’na bbrutta scalandrona...„. 5
“Ôh, ppe cquesto era poi ’na ggiuvenotta
Bella, grazziosa, pulituccia e bbona„.
              
     “Be’, e pperché la scannò?„ “Tanto te scotta? 6
Perché nnun vorze7 mai, matta cojjona,
Pe ddà da maggnà a llui, fà la miggnotta„.8


18 marzo 1846


Note

  1. Il passaggio del condannato.
  2. Voluto.
  3. Francesco Sciarra fu condannato e giustiziato, secondo la legge, per aver ucciso un campagnuolo e toltigli alcuni soldi.
  4. ...Elbani, impoverì la moglie, già di qualche agiata fortuna, e poi la scannò pel motivo che più sotto è nei versi indicato.
  5. Scalandrona dicesi a donna attempata e di corporatura adiposa e floscia.
  6. Tanto ti interessa? ti altera? ti spiace?
  7. Non volle.
  8. Meretrice.