Sonetti romaneschi V/Er zor Diego acciaccatello

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Le commediole La vitaccia de li Sovrani

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ER ZOR DIEGO ACCIACCATELLO


 
     È vvero, è vvero, povero sor Diego!
Oggi v’ho ttrovo2 un po’ ammalorcicato.
Ve sete un tantinello ssciapinato: 3
Me state mosscio, sì, nnun ve lo nego.
              
     Èrivo4 un anno fa ttant’inquartato, 5
E mmó pparete un moccolo de sego!
Uhm, ppe mmé ccerti nimmi6 io nu li spiego,
E nu li spiegherìa7 manco er curato.
              
     Animo, via, nun ve sce fate bbrutto:
Ve mentovo er curato, solamente
Perch’è ssolito in chiesa a spiegà ttutto.
              
     Ma gguardatelo llì! nnun ce s’accora?!
Statem’alegro, sú, nnun zarà gnente.
Come disce?8 In un’ora Iddio lavora.


26 maggio 1837


Note

  1. Malsano, tristanzuolo.
  2. Trovato.
  3. Sciupinato: deperito.
  4. Eravate.
  5. Robusto membruto.
  6. Enimmi.
  7. Spiegherebbe.
  8. Come si dice? Come dice il proverbio?