Sonetti romaneschi V/Io, per brio, saperebbe volentieri

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
«Io, per brio, saperebbe volentieri»

../Er poverello de mala grazzia ../Le vecchie-pupe IncludiIntestazione 12 aprile 2010 75% Sonetti

Er poverello de mala grazzia Le vecchie-pupe

Pagina:Sonetti romaneschi V.djvu/391

. . . . . . . . . . . . . . .

 
     Io, per brio, saperebbe volentieri
si ccurre puro nell’antri paesi
sta fiumara de prencipi, marchesi,
conti, duchi, bbaroni e ccavajjeri.
              5
     Perché a Rroma, per brio, tra ffarzi e vveri,
n’ho intesi tanti a mmentuà, nn’ho intesi,
che mmeno sò li moccoletti accesi
che ttengheno smorzati li drughieri.
              
     È una gran cosa, pe cquer brio sagrato,
10de nun poté ffà un passo in gnisun loco
senza pijjà de petto un titolato!
              
     Eh, Ppapa io, nun me faria confonne!
voria ridusce er monno a ppoc’a ppoco
tutto quanto in du’ crasse: ommini e ddonne.

no match

9 gennaio 1847