Sonetti romaneschi V/La Tirnità de pellegrini

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
La Tirnità de pellegrini

../Er Papa ner Giuveddí Ssanto ../Er cardinale bbono IncludiIntestazione 29 aprile 2010 25% Sonetti

Er Papa ner Giuveddí Ssanto Er cardinale bbono

Pagina:Sonetti romaneschi V.djvu/331

LA TIRNITÀ DE PELLEGRINI


 
     Che ssò li pellegrini? Sò vvassalli, 1
Pezzi-d’ira-de-ddio, girannoloni,
Che vviaggeno cqua e llà ssenza cavalli
E cce viengheno a rroppe li cojjoni. 2
              
     E appena entreno a Rroma calli-calli 3
Co le lòro mozzette e li sbordoni,
’ggna alloggialli, sfamalli, ssciacquettalli, 4
Come fússino lòro li padroni.
              
     Ma sti bboni cristiani de Siggnori
Che li serveno a ccena, ammascherati
Da sguatteri, da cochi e sservitori,
              
     Je dicheno in ner core: “Strozza, strozza; 5
Ma gguai, domani, si li tu’ peccati
Me te porteno avanti a la carrozza„.


Giovedì santo 9 aprile 1846


Note

  1. Canaglia.
  2. A disturbare.
  3. Caldi caldi.
  4. Qui si allude alla lavanda de’ piedi.
  5. Mangia, mangia: ingolla, ingolla.