Sonetti romaneschi V/La strolomía

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Ar zor Abbate Bbonafede La faccia der Monno

__MATCH__:Pagina:Sonetti romaneschi V.djvu/27

LA STROLOMÍA


 
     Nun j’è vvienuta mó la fernesia, 1
Invesce2 de ggiucà a mmercant’in fiera, 3
D’aritirasse4 in cammera ’ggni sera
Soli soli a studià dde strolomía? 5
              
     Jer notte6 da la santa vemmaria,
Senza nemmanco un straccio de stadera,
Se mésseno a ppesà ll’antimosfera 7
Cor un vetro che sta ssu la scanzia.
              
     Pesà ll’aria! ma eh? Bbe’ cche ppadroni 8
Nun zarebbe una cosa nescessaria
De dàjje la patente de bbuffoni?
              
     Eh ssi ll’aria pesassi,9 addio scibbaria!
Pe una libbra de carne o mmaccaroni
Se10 pagherebbe dodiscionce d’aria.


23 settembre 1836


Note

  1. Frenesia.
  2. Invece.
  3. Mercante in fiera: giuoco di carte molto usato in Roma.
  4. Di ritirarsi.
  5. Di astronomia.
  6. Ieri a notte.
  7. L’atmosfera.
  8. Benché padroni.
  9. Se l’aria pesasse.
  10. Si.