Sonetti romaneschi V/Una cosa chiama l'antra

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Er fattarello de Venafro Er campanone de Monte-scitorio

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UNA COSA CHIAMA L'ANTRA


 
     Da cqui avanti oggni vorta che ssentite
Ch’essce er Papa e sse2 sona le campane,
Uprite bbocca e ddite puro,3 dite:
“In sto momento se dispenza er pane„. 4
              
     E cquanno sentirete che sto cane
De Governo spaggnotta,5 ariuprite
La bbocca e ddite che nun zò6 llontane
Le trottate der Papa e le su’ ggite.
              
     Er Papa ha d’annà a spasso e a le funzione;
Nun c’è ddunque antro7 mezzo pe llevasse 8
Er popolo datorno, e vva bbenone.
              
     E cche ffa ssi sse vòteno9 le casse?
Si10 Ddio serra una porta opre un portone. 11
A ttutto s’arimedia co le tasse.


31 maggio 1837


Note

  1. Altra.
  2. Si.
  3. Pure.
  4. Entrato il Papa in gran costernazione pel sospetto di qualche moto popolate, faceva dar pane gratis quando usciva, e sempre in luoghi i più distanti da quelli dov’egli soleva recarsi. Vedi il Sonetto intitolato L’abbonnanza pe fforza, e l’altro ivi citato alla nota 2.
  5. Spaccia pane.
  6. Non sono.
  7. Altro.
  8. Per levarsi.
  9. E che rileva se si vuotano, ecc.
  10. Se.
  11. Proverbio.