Sonetti romaneschi V/Una svista

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L'operazzione da la parte der cortile La festa sua

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UNA SVISTA


 
     Fu ppropio una disgrazzia: j’assicuro
Che mm’è ssuccesso senza corpa1 mia.
Eppoi, chiami er padron de l’ostaria
Che jje pò ddí la verità llui puro. 2
              
     Io spasseggiavo for de Porta Pia,
E mme n’annavo accost’accosto ar muro:
Anzi era tardi assai, e mme figuro
Che stassi3 pe ssonà la vemmaria.
              
     Viscin’all’oste inciampico4 in un torzo,
L’ariccojjo,5 eppoi ordino un bucale; 6
Dico: “Sor oste, se pò bbeve un zorzo?„. 7
              
     Tratanto cor un atto scasuale 8
Tirai ’na torzatona a un cane còrzo 9
E azzeccai ne la groppa a un cardinale.10


5 febbraio 1839


Note

  1. Colpa.
  2. Pure.
  3. Stasse.
  4. Inciampo.
  5. Lo raccolgo.
  6. Un boccale.
  7. Si può bere un sorso?
  8. Casuale.
  9. Còrso.
  10. Fuori la Porta Pia, come luogo ameno e poco frequentato, amano i cardinali di scendere dai loro cocchi e passeggiare. Altrettanto fa il Papa.