Sonetti romaneschi VI/A Nina

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Giusepp'abbreo I A Teta I

Pagina:Sonetti romaneschi VI.djvu/46

 
Imitazione del sonetto milanese del Porta:
«Sura Catterinin», etc.


     Tra ll’antre2 tu’3 cosette che un cristiano
ce se4 farebbe scribba e ffariseo,
tienghi,5 Nina, du’ bbocce e un culiseo,
propio da guarní er letto ar gran Zurtano.
              5
     A cchiappe e zzinne, manco in ner moseo 6
sc’è7 robba che tte po arrubbà la mano; 8
ché ttu, ssenz’agguantajje er palandrano, 9
sce fascevi appizzà10 Ggiuseppebbreo.
              
     Io sce vorrebbe11 franca12 ’na scinquina 13
10che nn’addrizzi ppiú ttu ccor fà l’occhietto,
che ll’antre14 cor mostrà la passerina. 15
              
     Lo so ppe mmé, cche ppe ttrovà l’uscello,
s’ho da pisscià, cciaccènno16 er moccoletto:
e lo vedessi mó,17 ppare un pistello!18

no match

Fatto in Morrovalle, il 7 settembre 1831 - De Peppe er tosto


Note

  1. Caterina.
  2. L’altre.
  3. Tue.
  4. Ci si.
  5. Tieni.
  6. Museo.
  7. C’è.
  8. Metafora presa dal maneggio de’ cavalli. Vale «vincere».
  9. Afferrargli il mantello.
  10. Appizzare, v. n.: «tener dietro, appetendo, ad una cosa».
  11. Ci vorrei.
  12. Sicura.
  13. Una cinquina al giuoco del lotto.
  14. L’altre.
  15. V. sonetto…
  16. Ci accendo.
  17. E se tu lo vedessi ora.
  18. Pestello.