Sonetti romaneschi VI/A le prove

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Er punto d'onore Chi s'impicca se spicca

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     Ecco ch’edè:1 vô êsse2 solo er Marro 3
a ccugnà4 le patacche a la tu’5 zecca:
pe cquesto te viè a ddí,6 llinguaccia secca!, 7
che, cquanno sparo io, raro sc’ingarro. 8
              5
     De che?!9 la mi’ pistola nun fa ccecca, 10
sibbè cche ffussi11 caricata a ffarro.
Eppoi, Tuta,12 viè cquà,13 ffâmo14 un bazzarro,
e ssi15 nun cojjo16 a tté ddàmme la pecca. 17
              
     È vvero c’a sto monno in centomila
10nun c’è ggnisuno che ppô ffàsse18 bbravo,
ché sse19 ponno crepà mmanico e ppila.
              
     Però ssi20 ll’anni addietro io me cavavo
un ott’o ddiesci gustarelli in fila,
pe ddodisci oggi puro21 me li cavo.


Roma, 23 novembre 1831 - Der medemo


Note

  1. Che è, cos’è.
  2. Vuol essere.
  3. Il marro, nome che si dà alla parte più rozza e risoluta del popolo.
  4. Coniare.
  5. Tua.
  6. Ti viene a dire.
  7. Malédica.
  8. Ingannare, dar nel segno.
  9. Come?!
  10. Far cecca: fallire.
  11. Benché fosse.
  12. Gertrude.
  13. Vieni qua.
  14. Facciamo.
  15. Se.
  16. Còjjo: colpisco.
  17. Dar la pecca, trovar la pecca: criticare.
  18. Può farsi.
  19. Si.
  20. Se.
  21. Pure.